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    Sabato, 23 Febbraio 2013 19:12

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Zombi Naturali




 

 

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Un maschio di granchio ragno parassitato da un cirripede subisce una femminilizzazione: non sviluppa più chele adatte al combattimento e il suo addome si espande, fornendo un "utero" che l'animaletto riempie con una sacca contenente la sua nidiata. Accudite dal granchio, le uova si schiudono e migliaia di piccoli cirripedi si disperdono per dare inizio a una nuova infezione.

 

 

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 Di norma le coccinelle sono predatori sofisticati e voraci: un singolo individuo è in grado di divorare diverse migliaia di afidi nel corso della sua vita. Per trovare una preda, la coccinella fa ondeggiare le antenne, allo scopo di individuare i composti che le piante emettono quando sono aggredite da insetti erbivori. Dopo essersi fatta guidare da questi segnali, cambia il suo scanner sensoriale e inizia a cercare molecole che solo gli afidi liberano. Quindi si avvicina furtiva e colpisce, facendo a pezzi l'afide con mandibole uncinate. Le coccinelle sono anche ben protette nei confronti della maggior parte dei loro nemici.

Il loro esoscheletro arrotondato rosso e nero, che piace tanto all'uomo, rappresenta, di fatto, un'ammonizione per i potenziali predatori: attento o te ne pentirai. Quando un uccello o qualche altro animale cerca di aggredirla, la coccinella stilla veleno dalle articolazioni delle zampe; l'aggressore percepisce il gusto amaro del sangue e la sputa. I predatori imparano a riconoscere che le elitre rosse e nere veicolano un messaggio preciso: stai alla larga.

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Un predatore protetto nei confronti di altri predatori: verrebbe da pensare che la coccinella viva la miglior vita possibile per un insetto, se non fosse per le vespe che depongono le uova nel corpo dell'animale mentre è ancora vivo. Una di queste vespe, Dinocampus coccinellae, misura circa tre millimetri.

Quando una vespa è pronta per deporre un uovo, si posa vicino a una coccinella e inserisce velocemente il proprio aculeo nel suo addome, iniettando un uovo nel corpo della vittima insieme a un mix di sostanze chimiche. Alla schiusa dell'uovo, la larva si nutre dei fluidi presenti nella cavità addominale della sua ospite. Anche se la coccinella viene divorata poco per volta, all'esterno sembra sempre uguale: continua ad aggredire afidi con vigore, ma dopo aver digerito la preda il parassita che vive in lei si ciba e cresce grazie ai nutrienti cosi ottenuti. All'incirca tre settimane dopo, la larva della vespa è cosi cresciuta da essere pronta a lasciare l'ospite e trasformarsi in un individuo adulto. Cosi si contorce per uscire attraverso una fessura nell'esoscheletro della coccinella.

Nonostante il corpo della coccinella sia ora libero dal parassita, il suo cervello rimane asservito a esso: mentre la larva di vespa si avvolge in un bozzolo sericeo sotto la coccinella, quest'ultima rimane immobile. Per la vespa si tratta di un evoluzione assai positiva. Una larva di D. coccinellae in via di sviluppo nel suo bozzolo è estremamente vulnerabile. Le larve di crisopa e di altri insetti la divorerebbero immediatamente, ma se uno di questi predatori si avvicina, la coccinella inizia ad agitare le zampe, spaventando l'aggressore: di fatto si è trasformata nella guardia del corpo del suo parassita e continuerà a comportarsi cosi per una settimana, finché una vespa adulta non praticherà un foro nel bozzolo con le sue mandibole, per strisciar fuori e volarsene via.

Solo dopo aver finito di servire il padrone parassita la maggior parte delle coccinelle zombie muore.

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Si dice che le coccinelle siano di buon augurio, ma quelle parassitate dalla vespa Dinocampus coccinellae sono senza dubbio sfortunate. La vespa femmina punge la coccinella, depositando un uovo nel suo corpo. Dopo la schiusa dell'uovo, la larva comincia a cibarsi degli organi interni del suo ospite. Quando è pronto, il parassita emerge e tesse un bozzolo fra le zampe della coccinella. Il corpo della coccinella si è liberato del torturatore, ma l'insetto rimane in stato di schiavitù: resta sopra il bozzolo proteggendolo da potenziali predatori.

  

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