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Quando il cieco incomincia a vedere

elezioni italia

La svolta, il cambiamento. Quando si parla di rivoluzione si pensa a quella francese iniziata nel 1789, oppure a quella di Ghandi in India. Possiamo dire oggi, 26 febbraio 2013 che una buona parte dell'Italia oggi si è fatta sentire.

Il M5S è l'elemento innovatore che ha caretterizzato queste elezioni politiche. Se dovessimo trarre le conclusioni, dovremmo affermare che il M5S è stato ampiamente sottovalutato dai sondaggisti(che dovrebbero spiegarmi come lavorano o che campione usano, data l'impietosa realtà che ha dimostrato gli errori macroscopici), dato infatti da prima al 14% ora si attesta ad un 25% ed è diventato la prima forza del Paese.

Il PD ha fallito clamorosamente, il suo iniziale vantaggio sul PDL è stato perso senza alcuna giustificazione e le ragioni sono ben evidenti: il mancato rinnovamento della classe dirigente del partito e l'inerzia e la passività degli esponenti in campagna elettorale hanno fatto si che la strada verso il fallimento fosse spianata e in discesa.

Il PDL invece ha mostrato la sua vitalità nella figura ancora una volta di Berlusconi, senza di lui avrebbe si sarebbe attestato alla soglia del 15%. Tenendo conto del gioco facile e permissivo della sinistra Berlusconi ha potuto usare i media a proprio piacimento, giocando al rilancio, come in "Lascia o raddoppia", buttando là la proposta della restituzione dell'IMU, in più il colpo basso in stile "C'è posta per te" della lettera malandrina ai cittadini italiani dove all'interno vi era il programma del PDL. A mio avviso è inspiegabile come le persone abbiano votato per Berlusconi nonostante un paio di decenni di scempiaggini. Rimango allibito e senza parole per lo sconcerto. L'unica spiegazione che mi dò è la sindrome di Stoccolma per il proprio carnerfice, perchè altrimenti significherebbe che queste persone non abbiano vissuto in Italia per tutto questo tempo.

Delusione per Ingroia che non ha saputo cogliere la palla al balzo ed è rimasto fuori dal Parlamento, nonostante i buoni propositi. Le cause anche qui sono facili da evidenziare: poco il tempo a disposizione per una formazione politica giovanissima e dei meccanismi dialettici non dei migliori con la popolazione. Male per Di Pietro che insieme ad Ingroia ha tentato "all-in", ma a perso tutto ed ha dato le dimissioni poche ore fa dal suo partito, l'IDV. Giannino e la sua compagnia di professori liberali che pretendevano di portare aria pulita si sono fatti fregare dal loro stesso ego, cadendo alla partenza. Mio personale godimento nel vedere Boldrin a testa china e fare mea culpa, dopo le castronerie di macroeconomia che sparava a vanvera nei mesi precedenti.

votocontro

Rimane l'aborto di Monti, che dopo un tiro ed un rimpallo è al tappeto, proprio come il Paese che lui ha lasciato. I suoi alleati che dovevano dimostrarsi le sue spalle, quali Casini e Fini sono finiti a terra prima dell'inizio dell'incontro, e Monti si è trascinato per un paio di ring come un pugile in pensione per poi finire inesorabilmente KO.

I media si sono accorti tutti all'improvviso che esiste una parte d'Italia che sa dire NO con forza e determinazione all'austerità, che chiede uno sforzo per la crescita e la rinascita del paese. Vuole idee, vuole una dimensione più umana della politica, vuole che sia più sensibile e vicina alle persone, insomma vuole la politica con la P maiuscola, quella tanto declamata da Socrate che per amore della democrazia si tolse la vita bevendo la cicuta. In cuor mio gli italiani non si toglieranno più la vita e nel caso di fallimento pretenderanno di portare con se nell'oblio i vecchi politicanti, cause di quasi ogni male di questo Paese.

Finisco speranzoso, perchè vedo che c'è stata una reazione, è un momento critico, drammatico, ma necessario, come tutte le transizioni, il nuovo viene ancora visto di soppiatto e contestato, ma si incomincia a vedere quel barlume che darà vita ad un cielo luminoso. Ovviamente se la partita verrà giocata al meglio, come si auspica.

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