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Quello che non vi dicono dell'Imu

Imu

L'Imu (Imposta municipale unica) è una tassa su case e fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli. La pagano i proprietari ma anche chi gode dei "diritti reali" sull'immobile (come per esempio chi ha il diritto di usufrutto o di abitazione su una casa).

L'Imu era stata introdotta dal governo Berlusconi nel marzo del 2011 con una legge secondo cui la tassa (che si chiamava Imposta municipale propria) non doveva riguardare la prima casa e sarebbe entrata in vigore nel 2014. Il governo di Mario Monti ha anticipato l'introduzione dell'Imu al 2012 e ha stabilito che doveva essere pagata sia sull'abitazione principale sia sulle eventuali altre case.

Come si calcola l'Imu?
Il calcolo dell'Imu è complesso: si parte dal valore degli immobili e si applicano delle percentuali che variano di comune in comune. L'aliquota base corrisponde al 4 per mille del valore dell'immobile. Molti siti offrono dei calcolatori online. Sono i comuni che riscuotono la tassa e a loro spettano i soldi ricavati, gli interessi e le possibili sanzioni, anche se poi allo stato va circa la metà del ricavato. Nel 2012 hanno pagato l'Imu 25,8 milioni di cittadini e in tutto sono stati raccolti 23,7 miliardi di euro (quattro miliardi dall'Imu sulla prima casa, 10,7 miliardi dall'Imu sulle altre, 9 miliardi dall'Imu su negozi, laboratori artigianali e industriali). L'importo medio pagato da ogni famiglia per l'abitazione principale si aggira intorno ai 225 euro (questi i dati del ministero dell'economia e delle finanze).

L'Imu è una tassa giusta?
Chi difende l'Imu ricorda che circa la metà delle famiglie italiane non la paga: o perché non possiede un'abitazione (e sono di solito le famiglie con redditi più bassi) o perché le detrazioni previste annullano la tassa. Inoltre l'Imu cambia molto tra la prima e la seconda casa (partendo dal presupposto che chi ha più di un'abitazione dovrebbe avere un reddito più alto di chi possiede una casa sola). Inoltre, insistono i difensori della tassa, se si vuole annullare l'Imu sulla prima casa bisogna anche capire come trovare altrove i quattro miliardi incassati nel 2012 (che diventerebbero otto se si restituisse anche l'imposta già pagata, come vuole il Pdl): si tagliano le spese o si aumentano le tasse sui redditi (dei lavoratori o delle imprese) e sui consumi? Altri invece sottolineano i difetti di questa imposta, in particolare il fatto che la base imponibile si fonda su valutazioni vecchie e quindi lontane dai reali valori di mercato delle abitazioni. Inoltre chiedono delle modifiche per renderla più equa.

Nel resto d'Europa si paga una tassa sulla casa?
Tasse simili all'Imu esistono in Francia, in Gran Bretagna, in Spagna e Germania, come spiega il Sole 24 Ore. 

Fonte: articolo su IMU dal sito www.internazionale.it

Apparentemente questo articolo molto stringato potrebbe chiarire molti dubbi, ma la realtà dei fatti non è così. Qui sotto cercherò di mostrarvi quante lacune i media nazionali e lo stesso legislatore italiano hanno creato, lasciando brancolare nel buio fiscale i cittadini italiani e non.

Non tutti sanno che la tassazione sulla casa colpisce non solo chi è proprietario di immobili in Italia, ma anche chi possiede case all'estero. Esiste infatti una sorta di Imu per le case all'estero, si chiama IVIE, imposta sul valore degli immobili situati all'estero, ed è già in vigore per cui bisognerà prenderla in considerazione nella prossima dichiarazione dei redditi. Infatti l'articolo 19, comma 13 e seguenti del Dl 201/2011 come convertito dalla Legge 214/2011 ha disciplinato l'imposizione fiscale sugli immobili prendendo in considerazione esplicitamente anche quelli situati all'estero, destinati a qualunque uso. Con l'approvazione della Legge di Stabilità 2013, l'entrata in vigore dell'Ivie è slittata di un anno, per cui essa dovrà essere pagata a partire dal primo luglio di quest'anno e riguarderà il periodo d'imposta 2012. Le imposte già versate per il periodo 2011, quindi, potranno essere considerate a titolo di acconto per quanto spetti da pagare per il 2012. Questa imposta colpisce tutti i cittadini residenti in Italia che possiedono o detengono per altri diritti, come l'usufrutto, immobili all'estero, quindi non solo i cittadini italiani proprietari di una casa all'estero, ma anche i cittadini stranieri, comunitari ed extracomunitari, con residenza nel nostro paese e che qui pagano le imposte.

Salto subito all'occhio la follia di una tassa di tal fatta: gli immigrati stranieri, extracomunitari e non, che posseggono una casa sia in Italia che nel proprio paese d'origine saranno costretti a pagare una doppia tassa su ques'ultima, dato che in molti altri paesi del mondo esiste una tassazione sulla casa, simile all'Imu. Altra obbiezione che si potrebbe effettuare riguarda il fatto che risulta essere estremamente difficile risalire al soggetto realmente proprietario della prima casa all'estero, per non dimenticare tutto ciò che concerne gli atti di proprietà, quindi relativa traduzione, eventuali lacune, specie riguardanti il prezzo reale ed effettivo, quindi di mercato, da differenziare da quello presunto. Altra critica che si potrebbe muovere potrebbe essere il fatto che l'Italia, deliberatamente, pone in essere un'ingerenza senza eguali al mondo, ponendo una tassa su degli immobili su di cui non ha alcuna giurisdizione, a discapito degli altri stati dove è situato il bene immobile.

L'elemento più dolente però riguarda il fatto che questo Imu per l'estero va a toccare SOLO le persone fisiche e non quelle giuridiche, ovvero quelle che dispongono di maggiori capitali e patrimoni, inclusi beni immobili. La conseguenza che ne deriva è che la tassazione infligge alle persone fisiche un peso eccessivo e non equilibrato, rispetto alle persone giuridiche. Pensiamo al caso di molte società straniere che detengono beni immobili in tutto il mondo, compresa anche l'Italia, queste saranno esenti da ogni pagamento. Mi chiedo il perchè? La risposta che fino ad ora sono riuscito ad ottenere è stata una sola: assicurazioni, banche, grandi multinazionali in grado di dirigere enormi capitali da un paese all'altro del globo con un solo clic di mouse o una semplice telefonata. Loro hanno nelle mani una quantità troppo elevata di capitale, che in termini molto concreti significa enorme potere contrattuale, quindi potere decisionale. Tutto ciò delinea un profilo raccapricciante e quanto mai crudo: gli stati sono solo delle scatole vuote nelle mani di questi grandi enti, mentre le persone fisiche non hanno alcun tipo di potere ed i loro diritti possono essere sacrificati senza minimo ritegno, secondo la più classica delle leggi: quella della giungla.

Nell'articolo postato sopra, si parlava di una tassa analoga all'IMU anche in altri paesi europei. Ho effettuato una piccola ricerca, ma mi sono accorto che anche in questo caso ci si trova davanti ad un'informazione parziale.

In Francia ci sono due imposte sulle casa, entrambe prelevate dallo Stato, la 'taxe fonciere' e la 'taxe d'habitation' (che viene poi riversata ai comuni). L'ammontare delle due tasse per un appartamento di 40 metri quadri nel centro di Parigi è di circa 1.400 euro all'anno. In Gran Bretagna l'Ici o Imu non esiste. C'é una tassa al mometo dell'acquisto della casa. La forma più simile è la council tax, per i servizi municipali (rifiuti, manutenzione strade, ma anche welfare). L'aliquota varia in base al tipo di appartamento in cui si vive. Ma è legata alla residenza, non alla proprietà. In Germania Ici ed Imu non esistono.  Anche qui non c'é. Il sistema fiscale immobiliare è completamente diverso dal nostro. Ad esempio chi affitta una casa viene trattato come una sorta di piccolo imprenditore. In Spagna esiste e si chiama Ibi, Impuesto sobre bienes inmuebles. E' una tassa locale variabile a seconda dei comuni. Corrisponde ed è fra lo 0,3% e l'1,1% del valore catastale dell'immobile. In Belgio esiste. E' la 'precompt immobilier' e si applica in base alle regioni e al valore catastale dell'immobile. L'aliquota è del 10% nelle Fiandre e del 12,5% a bruxelles e in Vallonia. Negli USA c'é la property tax, raccolta dal governo locale, che varia, fra i diversi stati, da un minimo dello 0,2% al 4% del valore della casa. In alcuni casi, è possibile usufruire di uno sgravio fiscale della tassa, per 10 anni.

Diffidate da chi dice di saperne più di voi. Informatevi di persona, vedrete la realtà in maniera differente. PS: il Sole 24 Ore dovrebbe rettificare per quello che ha scritto, così anche il sito internazionale. Ad oggi non è stato fatto ancora nulla. 

 

 

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