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L'assurdità della pazzia istituzionale

Consulta

La Corte Costituzionale ha cassato la legge elettorale attuale, meglio conosciuta come porcellum. Ai più questa notizia è sembrata scontata e palese, oltre il fatto che non ha minimamente modificato il parere dei cittadini nei confronti dei politici.

La Consulta dunque ha dichiarato l'anticostituzionalità del porcellum. Questo porta ad una serie di risvolti alquanto drammatici per il cittadino comune che trovandosi già in una situazione di grave disagio e disaffezione nei confronti della classe politica, ora è giustificato non solo moralmente, ma persino giuridicamente a non credere a nessuna parola che venga proferita dal Parlamento italiano.

In realtà le conseguenze di questa sentenza si producono non solo nei confronti dell'organo legiferante, quale è il Parlamento, eletto con un premio di maggioranza abnorme e senza preferenze. È risaputo che il governo, ovvero il potere esecutivo, è formato da membri del Parlamento, quindi è naturale ritenere che anch'esso non sia legittimato a governare, in quanto posto in essere in maniera illegittima.

Non solo, infatti il governo con la sua creazione, si porta dietro tutto un infinito mondo di carrozzoni burocratici che teoricamente dovrebbero servire a coordinare il ruolo del governo. Sto parlando dei ministeri, che sulla carta dovrebbero essere impiegati per migliorare lo sforzo governativo, ma che nella realtà comportando spesso e volentieri spese inutili, conflitti interni e dispute eterne per le ambite poltrone pubbliche.

Come sappiamo, il Parlamento ha il compito di votare il Presidente della Repubblica, che ad oggi è Giorgio Napolitano, già deputato, senatore, Presidente del Consiglio e Ministro degli Interni nelle legislature precedenti. È inquietante pensare come anche la sua rielezione (su cui dovremmo fare un discorso a parte, dato la singolarità di tale caso, non contemplata dalla Costituzione) non sia legittima. Ad onor del vero, il PdR si era già discostato in almeno tre o quattro casi eclatanti dalla Carta, attribuendosi delle funzioni che non gli competevano, trasformando nella concretezza dei fatti l'Italia da una repubblica parlamentare, ad una presidenziale.

Infine, per aggiungere assurdo alla già assurda situazione, vi sarebbe la stessa Corte Costizionale o Consulta, ad essere illegittima. Infatti, 2/3 è composta da soggetti eletti dal PdR e dal Parlamento, entrambi, secondo questa visione delle cose, illegittimi. Quindi chi ha sentenziato sull'illegittimità del porcellum sarebbe per 2/3 illegittima, considerando che l'ultimo terzo è scelto invece dalla magistratura.

Ah già, la magistratura. Ricordiamoci chi è il presidente del CSM: il PdR, Giorgio Napolitano. Dunque anche la magistratura avrebbe come proprio capo un soggetto illegittimo.

In tutta questa baraonda dobbiamo usare ancora il forse. Infatti, fin tanto che la Consulta non renderà pubbliche le motivazioni della sentenza, questa illegittimità di massa istituzionale, non è dato sapere che peso potrebbe avere sulla vita democratica del Paese. È anche vero che la Corte Costituzionale ha affermato nella sentenza che il Parlamento è legittimato, nonostante il porcellum sia illegittimo. Un escamotage atto a favorire la continuità sia del governo, ma anche del parlamento che dovrebbe teoricamente varare una nuova legge elettorale, così da andare il più presto possibile alle elezioni, ristabilendo la legittimità istituzionale.

Certo, si potrebbe obiettare una cosa fondamentale e scommetto che voi, miei cari lettori e lettrici ve lo sarete già chiesto: come si può solo pensare che i membri della Consulta dopo aver dichiarato illegittimo il porcellum, potessero solo pensare per l'anticamera del cervello di dichiararsi a loro volta illegittimi, e dunque rinunciare alla loro poltrona ed a tutti i vantaggi che ne derivano? Si, in effetti non lo farebbero mai. L'assurdità della pazzia. Ormai non ci resta che metterci le mani nei capelli ed assistere inermi al degrado del proprio Stato.

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