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Brevi spunti di riflessione sull'Italia di oggi

bandiera italia

Italia. Un paese complicato, per secoli oggetto di dominazioni da più parti, ed oggi indipendente, I problemi come secoli fa sono rimasti, ma allora mi chiedo quale sia il morbo che affligge la signora Italia?

 

Se dovessimo considerare gli ultimi 2000 mila anni della storia di questa bella penisola italiana avremmo da parlare e da discutere sulle varie scelta compiute per anni ed anni, forse secoli, e probabilmente non arriveremmo nemmeno ad un punto certo e condiviso fra tutti. Per molti secoli l'Italia è stata il centro del mondo, dall'epoca degli etruschi e shardana, vennero poi i greci, cartaginesi, galli, romani con il loro impero millenario, infine i barbari che divennero i nuovi dominatori e vennero assorbiti dalla popolazione locale per divenirne una cosa sola. Si potrebbe discutere di come le varie potenze europee e gli Stati e regni emergenti, dalla Francia all'Inghilterra abbiano fatto il buono e cattivo tempo, fino ad arrivare a sobillare indirettamente le varie guerre d'indipendenza del 1800, ma non sarebbe questa la via esatta da percorrere.

Quello che vorrei capire è il perchè l'Italia debba stare sempre costantemente dietro ad un passo di distanza rispetto ad altri paesi, che in quanto a grandezza ed estensione risultano essere minori. Paesi che sotto il profilo economico non avrebbero molto da dare, o almeno più dell'Italia. Siamo il paese in cui la cultura è stata per secoli il fiato di vita che si è sparso per l'intero globo, da noi sono nate le verie arti, molti mestieri, idee che ancora oggi vengono poste in essere quotidianamente, eppure nonostante questo la Nazione sembrea bloccata in un pantano da cui difficilmente riesce a districarsi.

Si fanno molte critiche al nostro paese, ma dopo tutto anche gli illuministi erano criticati aspramente dal potere regio in vigore da millenni, prima che questo venisse abbattuto definitivamente. Poi però le cose sono cambiate e le parole servi e schiavi sono venute meno dal vocabolario civile. Anche in Italia queste idee presero vigore, facendo nascere la Repubblica Italiana nella seconda metà dell'800. Ecco, forse fu proprio in quel periodo che le cose incominciarono ad andare in due direzione diverse: da una parte una nuova coscienza era nata nel cuore e nelle menti degli italiani, si voleva costruire un paese in grado di elevarsi al pari degli altri più grandi, dimostrando di essere indipendente e di potersi sostenere con le proprie forze, ma dall'altra parte vi era una via più oscura, tenuta nascosta, dove forze contrapposte agivano per rendere più difficoltoso il buon cammino.

Chi erano queste forze? Molte: basti pensare alla massoneria, quella deviata, parte della politica che corrotta pensava al proprio bene invece che a quello del popolo, parte della nuova borghesia troppo ingorda per potersi fermare nella ricerca del potere e del lusso. Chi ci ha rimesso? I soliti: i poveri Cristi, per intenderci il 90% della popolazione. Si è vero, non dovrei generalizzare e questo discorso potrebbe prendere una piega fin troppo retorica e populista, quindi lungi da me tale deriva, ma è altresì vero che la realtà non è molto distante da tale facile rappresentazione.

Per più di un secolo e mezzo gli italiani si sono lamentati della propria condizione, troppo misera per poter vivere degnamente e dignitosamente. Lo scopo della lamentela rivolta alle istituzione ed a "chi di dovere" era quello di migliore questa situazione, garantendo una maggiore parità per tutti. Venne dunque dopo il secondo conflitto mondiale la nostra Carta fondamentale, ovvero la Costituzione repubblicana italiana, entrata in vigore l'1 gennaio 1948, dopo mesi di lavoro da parte della costituente, un consiglio di uomini e donne che avevano servito l'Italia seguendo la strada "buona". Essi provenivano da varie estrazioni politiche e sociale, ma avevano in comune l'idea che questo paese potesse, anzi dovesse pretendere di meglio per i propri cittadini. Convinti di questa idea posero le basi per lo Stato in cui oggi noi tutti viviamo.

Repubblica italiana

Arrivati ad oggi però, ci accorgiamo di come il proverbio "tra il dire ed il fare, c'è di mezzo il mare" sia molto azzeccato, infatti vi erano ottimi presupposti affinchè le idee iniziali del dopo guerra potessero essere poste in essere, ma diverse divergenze tra le varie correnti e parti politiche, ostacoli pratici e di mentalità della società, e forse oscure ed in seguito obliate(vedi gli anni di piombo e l'epoca delle stragi mafiose dei primi anni 90), hanno prodotto un risultato non di segno opposto, ma differente rispetto a quello previsto. 

Sul paese si è spara la violenza, il sangue, tutto questo per cercare di orientare i vari interessi vero mete più affini alle forze di cui prima dicevo. Qui gli italiani si sono dimostrati altamente responsabili, gridando il loro disappunto, ma non si sono fermati alla semplice lamentela veemente, hanno fatto di più: hanno chiesto giustizia. In alcuni casi questa non gli è stata concessa, ma nonostante questo vasti gruppi di persone hanno continuato la loro battaglia imperterriti, perchè erano fedeli al loro obbiettivo e niente e nessuno avrebbe potuto abbattarli. Anche se fossero stati uccisi, sarebbero stati immediatamente sostituiti da altri che avrebbero continuato il percorso. In alcuni casi, dopo decenni, le risposte sono arrivate e la giustizia se pur con ritardo è stata fatta, ma rimangono moltissimi punti oscuri ancora non svelati.

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